La processione commemorativa della Passione coinvolgeva figuranti, amici, parenti, curiosi e turisti. Grande tradizione in vigore da quattro secoli. Adattata eh. Ormai anche il Cireneo fustigava secondo le indicazioni dell’intelligenza artificiale. I legionari replicavano la truculenza spaccando le schiene con lunghe salamelle di capra. Il Cristo sanguinava col ketchup, attaccato al wi-fi per sentire Richie Havens e motivarsi di brutto. E la Madonna? Oh la madonna! Siliconata e gonfia alla bisogna, ma meno erotica della Maddalena che con sguardo languido sventolava la mini.
Il planing richiede la velocità dei flashmob, sennò i giovani mica ti guardano. Ci vuole anche qualche big fail, per sorridere. Il popolo in processione innalzava paramenti sacri con le scritte della pubblicità locale, che altrimenti la Pasqua non starà in piedi e il santo sepolcro non ce lo danno più alle Cantine Riunite.
Passando davanti al Neuro, salutano tutti. Una bellezza.
Ma le nuvole nere discesero dal Generoso come massi e si scatenarono su farisei e pilates. Alle tre, con le campane ammutolite, navigavano nella Breggia cartonati di Caifa e di Erode, mentre Giuda rideva, in salvo.
gene




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