(…) Le perdite non si sa come le elabori, magari attaccando al muro una riproduzione in ceramica di uno scorcio di Battipaglia, che viene proprio dalla casa ormai vuota delle Mina. E quando chiedo al Meo cos’è quel quadro un po’ pacchiano, lui risponde: “Il cimitero”. (…)
(…) Che è il mondo di adesso, qui, terribile per tante persone, ma per il Meo è un mondo migliore; quasi ogni giorno qualcosa si aggiunge alla sua esperienza. Solo quarant’anni fa sarebbe stato recluso in manicomio, magari anche curato con i mezzi a disposizione, ma privato della libertà e forse maltrattato nell’anima, di certo non ascoltato, non compreso. Poteva andare ancora peggio. Liliana Segre dice con amarezza che tra un po’ dell’Olocausto non rimarrà che una riga nei libri di storia e poi nemmeno quella e allora qualche riga la scrivo io, già che ci sono e sono in tema sulla diversità sacra degli umani, anche se non sarà un libro di storia, questo qua, e non entrerà in nessuna scuola e in fondo non ha una nervatura di verità, alla quale tutti chiedono stupidamente di agganciarsi, come se la verità fosse un alibi e non un modo per diluire tutto nell’indifferenza della cronaca, che a sua volta si scioglie nell’oblio come un panetto di burro al sole. Quindi, ottant’anni fa il Meo sarebbe stato condotto alla doccia, e lui ci sarebbe andato tutto orgoglioso e di buon umore: “Sono nudo, niente sole!”. Quasi vanitoso all’idea di profumarsi dopo essere stato lavato, di mettere il gel e il dolcevita nuovo e di fare il giro della casa a farsi annusare e a dire “Guarda che bello, tutto pulito!”. Invece non si sarebbe accorto di nulla, un’innocenza pura e violata dal Male, e seppure queste righe sono solo frutto della mia immaginazione, il pensiero mi dà un dolore talmente forte che la devo smettere e tornare qui, ad occuparmi del Meo vivo e trionfante. E abbraccio Liliana, e tutti. (…)
Il Gran Consiglio ha deciso di anticipare il tedesco alla prima media. Dopo tesi e antitesi, ecco la sintesi del deputato Paul Kriege.
“Indove che a imaginom un ragazzetto o ragazzetta adatto all’arbeit agratis che macht sempre un po’ frei, il tedesco aiuterà di junge tessiner a nicht domà limoniere und vogelieren, ma anche a picchiare sotto il gobbo tra un vaadavialcuu e un langmaramarsh. Rispettivamente, nell’ottica delle competenze da acquisire per implementare un certo grado di rispetto e servilismo, man muss auch un wenig da dialet in die scola elementaar, insema alla richtige conoscenza de deus et sanctorum. Per non sovraccaricare il programma, l’italiano verrà leggermente ridotto, und bis ala quinta si insegnerà solo l’infinito (come tempo verbale, si capisce), che tra l’altro è sehr utile und gentil per i connazionalen quando vegnen chi a toccare il muro dell’hotel con la Ticino-Karte e schöni panorama mit cappuccino billig. Donca, in accordo anche con il Zentrum , che è il Centro ma è per faci capire con buona volontà, e i liberalen da sacristia, die ganze rechte kultur è d’accordo che il tedesco è materia da anticipare, per verstehen unsere comunication e imaginieren ein zukunft, und nel medesim temp bahndialekt consolidieren ohne halt bis Arth-Goldau. Ala fin, cari maestri e allievi, wir denken immer a voi, che sarete le nostre braccia multilingue, mentre uns andarem innanz a denken senza troppi congiuntivi. Adess, arbeiten! Avvertenza: rivolgersi a noi nur in deutsch, please.