
Seduto sul muretto,
pietre umili,
si lenisce il pensiero
Eppure lo sguardo
ancora non s’alza
Nebbia di fatica
e non vedo
Afone voci,
flebili profumi
Un tocco che
non suona
gene


Seduto sul muretto,
pietre umili,
si lenisce il pensiero
Eppure lo sguardo
ancora non s’alza
Nebbia di fatica
e non vedo
Afone voci,
flebili profumi
Un tocco che
non suona
gene

I capelli sul viso,
arbusti radi che
ai refoli si piegano
strozzato il respiro
a capo chino e affranto
serrato alle ginocchia
Il frastuono muto
suona corde lise
in dissidio teso
con un piano sordo
La luce che non passa
e frammenta il moto
delle mani in smania,
al significato inutili,
ma al danno aperte
L’acqua salata
da bere a gocce
mattino e sera
Ottusa notte
gene

Demoni, iscì l’é be’ pulito
i pagn rasentei cola scendre
in crusc a Riall, sense savon
Dala tolo ala scuele
‘na gorada da seludru
gnan più propi lacc
ma l’é asei par marendèe
Frusu e peu frusu amò
coi gombot ch’i brusu
e i sgiunecc ch’i poisg
Dastenn prim da l’acqua
e la siri quai candeer
par vardas i mann coi sedri
La supu da poi
firegne dapartì
in dinsegn quai fernicri
gene
15 novembre 2022
Apreu a l’us da Ca’ dal Geni
ai dui tauritt da tolo rosso
el Vezio el Silio e la zia Eni
i varda el ciel con ‘na gran cosso
el bian di nugri u vara vii
el blò ch’u ruu a spachèe tut
la luus ch’la copo i strii
fin can ch’el dì l’é mut
la nebie sc-ciassa
la feje passa
e in fon
la cassa
gene

21 settembre 2010

Sono solo pose che valgono
insperato riposo, oppure
sguardi che chiedono una
misericordia di futuro
che sollevi non solo
i cuori dai bisogni ma
i pensieri dal domani?
gene
I miei cimiteri o sono lontanti o invalicabili, eppure l’elenco dei morti si è fatto esteso, una storia di storie minime e concluse dentro un’epoca che si aprì con la morte di Fred Buscaglione e avanza con quella di Jerry Lee Lewis qualche giorno fa. Mi dispiace un po’ per loro, ma sono ancora vivo, seppure con il peso di avi nonne padre madre, madri, sorella amici e amiche che mi parlano e sento che li abbandono un po’, giorno dopo giorno.
Forse non conta che io vada davvero nei cimiteri oggi, e infatti non ci andrò perché lontani o invalicabili. Allestisco dunque queste parole di un testo breve e oscuro, come consolazione e scusa, e non so nemmeno se serva, tanto sarò sempre daccapo e il fatto che stia bene stride e in più mi metterà davanti altri anni che ingrosseranno l’elenco.
Seterei o brusei
daleisc o apreu
dasmentighei
e pan amò lusenn
Ag stei tucc listess
in di pensei dala necc
can ch’ a pos mighi
governèe ‘me dal dì
i ilusioi da ves mì
Possei apene
par fam possèe
gene
