Cosa credi? La terra dove tuo padre è sepolto è dello Stato. Se non ci avesse pensato lo Stato, dove l’avresti sepolto il tuo vecchio?
Ma non lo so, il cimitero è sempre stato lì per quello scopo, perché dovrei pensare a qualcosa d’altro?
È per dire che lo Stato è al servizio del cittadino e gli allestisce il cimitero.
Guardate, detta così e come se ci prendessimo in giro da soli… Ma se proprio bisogna rispondere, beh, l’avrei sepolto in montagna, da qualche parte. O bruciato su una pira come gli indiani.
Non si può, è la legge.
E allora perché mi fate pesare che mio padre è sepolto al cimitero?
Non è per fartela pesare, ma per farti capire che lo Stato è necessario e va rispettato.
Perché?
Cazzo! Perché? E lo chiedi anche? Per ordinare la vita quotidiana, per controllare, per non fare in modo che tutti facciano come pare a loro, per aiutare, perché ci siano leggi uguali per tutti.
No, sì, capisco il discorso. Ma a me l’ordine non piace molto, mi prende un sacco di tempo e alla fine poi c’è sempre qualcosa che non trovo o che si è perso. Poi magari schiatto prima di aver concluso il mio lavoro a causa delle ore buttate per via dell’ordine. Mi piace fare a modo mio, cioè: chiedo qualche consiglio se non capisco, ma poi vado avanti con la mia testa e le mie mani. Se ho bisogno di aiuto chiedo al Gino o al Vezio. Non mi piace che mi controlli nessuno, preferisco qualcuno che mi dà una mano invece di quelli che sanno tutto e poi quando c’è da mettersi sotto criticano e basta o spariscono. Quando mia moglie ha perso il figlio l’ha curata il dottore, non lo Stato; quando andavo a scuola era il maestro Passeri che mi insegnava numeri e lettere…
Secondo te il Passeri lo paga chi?
Scommetto che adesso mi direte che lo paga lo Stato eh? Ma la questione è che il maestro è capace di insegnare e se non lo pagasse lo Stato lo pagherebbe qualcun altro o farebbe gratis in cambio del mangiare e del dormire, o qualcosa così. Non è che il maestro Passeri, se non riceve una paga, si mette a piantar chiodi negli assi, visto che non è capace. Lui insegna.
La scuola è obbligatoria per legge!
La legge: la legge di chi? Io ho la mia, che mi ha insegnato mio papà, quello che me la menate perché è sepolto al cimitero. Mi diceva: non rubare a meno che tu non abbia davvero fame, non uccidere a meno che un altro non voglia fare lo stesso con te, rispetta gli altri, dai un po’ del tuo raccolto a chi ha bisogno, lavora gratis se uno non può pagare. Mi sono sempre sembrate buone leggi. Se qualcuno si beccava una coltellata si sapeva che se l’era cercata, uno stronzo di meno a pesare sulla terra e se non moriva di certo aveva capito la lezione.
Non puoi farti giustizia da solo, è lo Stato che si occupa dei reati e delle punizioni.
E come fa lo Stato? È una persona in carne e ossa? No. Ci sono delle persone che applicano queste cose qua che chiamate leggi e che a loro volta sono state inventate da altre persone. Ma perché allora una cosa è valida se è legge dello Stato e non va bene se è una legge mia? Non vedo perché se devo bastonare il tizio che mi ruba le galline devo aspettare lo Stato. Comunque, accetto che il mio vecchio sia sepolto in terra dello Stato, non c’è problema.
Il problema è che devi pagare.
E se lo tiro fuori da là sotto?
Non puoi, violi la legge.
Allora lo lascio lì e non pago neanche un centesimo. Se me l’aveste detto prima me lo sarei davvero preso in spalla il vecchio morto, fino alle montagne in un posto che so solo io.
Comunque, se non paghi, ti pignoriamo la casa.
E io prendo a fucilate lo Stato o chi verrà a rappresentarlo. A meno che lo Stato non sia povero in canna e abbia bisogno, allora sarebbe un’altra storia. Vi faccio una domanda: lo Stato è bisognoso?
Lo Stato decide e esegue per il bene di tutti.
Anch’io decido per il mio bene ed eseguo. Fuori dai coglioni, al dieci sparo. Uno, due, tre, quattro…
gene
Postilla
Lo Stato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per lo Stato
Albert Einstein




Origine: Trinidad & Tobago
