
La terra è tua, ma affitti quella da cavare
che è bassa e faticosa e ultima,
sporca le unghie e le ginocchia
Anche l’acqua è tua, e le spiagge,
eppure le mani non immergi
per orrore dello squalo tuo fratello
Ora tocca all’aria, inscatolata a gas
che mi concedi per una tessera
con il mio nome ed il tuo timbro
Procedi infine con il fuoco cosmico
e saranno tuoi il sole e i raggi
per infilzare a una a una
le dissidenze ridotte al gelo,
e confiscare il caldo da rivendere
Poi resta il nulla. È tuo
gene
Postilla
La terra ha una pelle,
e questa pelle ha delle malattie.
Una di queste malattie si chiama ‘uomo’.
Friedrich Nietzsche





