Se qualcuno nell’universo non avesse ancora ascoltato la mia prima unica ultima canzone La sèe, eccola al minuto 2’23” (La domenica popolare, RSI, 10 luglio 2022)
Faccio il giro della casa e non c’è più nessuno Apro la porto e rimbomba la mia voce Parlo da solo nemmeno la credenza mi risponde Non c’è più il profumo di rose e gelsomini Cenere gelata nel camino
Chiudere l’uscio e andare fino giù in strada per cercare di non farsi ammazzare Chiudere l’uscio e andare fino giù in strada in tasca i sassi e in mano il sale
Prendo due stracci e due fotografie Impugno il coltello per tagliare le radici Asciugo le piastrelle dalle lacrime dei miei occhi Non mi volto più indietro non c’è niente da guardare Muovere quattro passi e poi correre
Chiudere l’uscio e andare fino giù in strada per cercare di non farsi ammazzare Chiudere l’uscio e andare fino giù in strada in tasca i sassi e in mano il sale
Domani (oggi, ndr) si comincia, cerimonia e partita inaugurale del Mondiale. Si freme e in piazza fervono i preparativi, perché l’assegnazione non perdona e se la fontana non ha su i festoni la cosa viene male fin da subito. Dopo che il Finzi Pasca è stato scartato per scarsità di idee, l’inaugurazione è stata affidata al Liberio, che da due mesi strusa in cantina e nessuno sa cosa stia macchinando. Ha chiesto il massimo riserbo, che lui se gli parlano su poi si deprime e quando si deprime tende a prendere il coltello. Speriamo. Sarà un Mondiale a impatto zero, con spostamenti di cinquecento metri al massimo, senza biglietto d’entrata e senza servizio d’ordine, con pubblico misto e tifoserie affratellate. Per il sesso è lasciato alla libera intuizione, ma probabilmente tutti hanno un po’ vergogna e non succederà granché. Dopo che i due gironi avranno esaurito gli impegni, si procederà con ottavi, quarti e semifinali. La finale è in programma il 18 luglio, se tutto andrà bene. Non ci sono favoriti acclarati poiché le squadre sono ancora alle prese con il reclutamento. Tra anziani riottosi e bambini impazienti, la situazione è ancora incerta e solo quando scenderanno in campo si proverà a capire. Comunque, probabilmente, in qualche modo se la caveranno. Le regole del gioco sembrano abbastanza interiorizzate, soprattutto il divieto di toccare la palla con le mani e la proibizione di colpire alla testa un avversario a terra. Sulle dimensioni del campo e delle porte è stata data libera scelta, dipende un po’ dalle diverse sedi (otto). Nessuno vuole fare l’arbitro, si andrà di sportività, prego, e le azioni non si potranno rivedere. Campì contro Catmon è la partita d’esordio, subito dopo la cerimonia del Liberio. Non sta tranquillo nessuno, sarà una lunga notte, non si può sbagliare niente. Ciao intanto.