
Devo contraddire Enzino Jannacci: per certe cose non basta l’orecchio, ci vuole anche una bottiglia di whisky, le bocche riarse e il silenzio di una notte risparmiata dall’inferno diurno che ci accompagna da tre mesi. Una volta messi a letto tutti, restiamo solo io e il Zeller Gabriele (sono zone pseudomilitari a causa delle fobie di alcuni tizi sui rumori). Possiamo parlare, siamo in disparte sotto il portico della sua casa, tra le montagne e il rifacimento dei mondi.
– Hai voglia di fare un disegno?
– Dove?
– Qua.
E mi allunga un foglio, e anche una matita.
Ma i discorsi non possono smettere, altrimenti la bottiglia si svuota alla rapidità del fulmine e poi non sapremmo più dire nemmeno bah! per narcolessia e allucinazioni.
Traccio linee quasi senza accorgermene, continue e, nell’idea, sinuose come il corpo di una donna. Solo che mi esce una forma androgina che mi parrebbe brutto rovinare con testa e gambe. Ne viene fuori una specie di gallotucano con i piedi a mollo in una luna rovesciata. Gli psicologi saprebbero che dire, io no, e nemmeno il Zeller.
– Se non ti fa niente lo coloro – mi fa versando un cicchetto.
Poi lo mette via e lo rivedrò tre settimane dopo, così.
Lo so, è roba nostra, ma ci vediamo un mondo e allora ci ho scritto su quel testo che leggete sotto e penso che alla fine sia l’accorpamento delle diversità universali, da opporre al grigiore specialistico di quelli che hanno sempre di meglio da fare, tipo pesare sulla terra.
Ottimo, meno gente, più whisky. Siamo d’accordo
geneZeller
Tu non riesci a generare altro che antropomorfi
esseri che ti somigliano, come un creatore
ubriaco che sente una onnipotenza
sul mondo ma che si consuma nell’unica
paura di non esistere, di non avere spazio,
e per un’altra idea hai bisogno di mani nuove
che non hai, che sono tue solo per la metà
che ti manca sempre, che insegui defraudando
creste a popoli e creature che tu non vedi,
non senti, non accarezzi, non ami, ma che solo
colpisci e scolpisci, in un eterno tracciare
d’infantili linee illusorie, equivoci mortali
Io invece riesco anche quando declino, mi innalzo
mentre credo a qualcosa di impossibile
e con le sole forze mie lo faccio germogliare,
questo seme pacificato e inconquistabile





