Un mesetto dopo le elezioni comunali, dal nulla di una delle bucalettere del municipio
furono rinvenute quarantacinque schede valide ancora intatte nelle loro buste. Vennero conteggiate in fretta a furia e l’autorità annunciò che queste schede non avevano modificato gli esiti della consultazione, tranne per il trascurabile fatto che il sindaco di quindicina non era più lo stesso, ma il rivale.
Si pensò che il disguido fosse da imputare all’aggregazione dei due Comuni, Avegno e Gordevio, in uno solo e che qualcuno si fosse dimenticato che le bucalettere erano due e non più una. Qualcuno ipotizzò che fossero state spedite in ritardo, qualcun altro che forse non erano poi così valide. Sorsero i sospetti per una qualche manovra del candidato perdente, scacciati con indignazione dall’autorità. Alcuni furono portati a credere che le trenta schede fossero giunte in tempo all’ufficio elettorale, ma che qualche solerte galoppino le avesse rimesse nella bucalettere per indebolire il rivale. Tutte illazioni, respinte con severità dalle autorità comunali e cantonali, forti della loro integerrima onestà e imputando di negligenza qualche oscuro funzionario, senza specificare quale.
Un gruppo di cittadini contestò poi la pratica del voto per corrispondenza, colpevole del sorgere di casi come quello descritto e per la pratica delle “mani guidate” dai galoppini al sicuro delle case e degli ospizi, dove a vecchi ignari venivano compilate schede a piacimento dei mandanti (ma non c’erano le prove). L’autorità respinse con furiosissimo sdegno anche questa protesta, accusando i dissenzienti di essere “latori sobillatori”, pavoneggiandosi per questo slogan accusatorio che per loro rasentava la genialità.
Tre settimane dopo, al momento dello spoglio per decidere a chi sarebbe andata la poltrona di sindaco, l’ufficio elettorale si ritrovò con bucalettere e urne completamente vuote. Due giorni più tardi, la posta del municipio fu sommersa da centinaia di buste con schede bianche e invalide. Ormai fuori tempo massimo, l’autorità si indignò di nuovo. Tié.
gene
Postilla
1 – Sulla vicenda si è poi espresso anche il Municipio di Avegno Gordevio esprimendo il proprio rincrescimento per l’accaduto e sottolineando “l’unanime convincimento che la problematica emersa è stata frutto di un errore procedurale, che seppur grave, è stato commesso in completa buona fede”.
“Il Municipio è fermamente intenzionato a chinarsi sulla tematica al fine di comprendere la dinamica dei fatti ed implementare le necessarie misure correttive affinché situazioni del genere non abbiano a ripresentarsi in futuro”.
2 – Convincimento. Problematica. Procedurale. Seppur. Fermamente. Tematica. Dinamica. Implementare. Correttive. Futuro.



Lascia un commento