tuttologia in direzione contraria

Néu metri da néu

Come un qualunque emigrante o viaggiatore, riconosco una sola patria, se proprio devo11-preonzo-2 averne una. È Preonzo, il mio paese, il posto che mi ha nutrito di sensi e pensieri, fatto di parole astruse senza le quali non riuscirei ad articolare sentimenti in modo credibile. Per questo, ogni tanto scrivo nella mia lingua materna che a molti sembra un geroglifico, ma per altri è la vicinanza e l’abbraccio. “Vorémes bén fin tan c’as védom” era l’espressione di difesa di un conterraneo di fronte alla protervia altrui e anche se non riesco sempre a ripeterla, poiché l’arroganza mi suscita più rabbia che compassione, la penso spesso. Poi, reagisco con le mie poesie (che non considero tali, ma non so come descriverle altrimenti) in lingua preonzese, zeppa di “o” chiuse e “e” aperte, in direzione contraria al dialetto della ferrovia e all’italiano, nonché all’omologazione in terribile voga. Mi sono sempre applicato nelle letture, provando a scrivere in rigorosa ortografia e sintassi; ma quando il cuore preme, ecco Preonzo con le sue asperità soavi, puntuto e preciso, spiritoso e libero, a volte drammatico. Lo farò ancora e sempre, perché “chél c’a gusctu a rasusctu”. E pazienza se non si capirà.

gene

Postilla
Alóro néu
e peu amò néu
néu metri da néu
on ann néu da néu
con la néu da bél néu


2 risposte a “Néu metri da néu”

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