tuttologia in direzione contraria

La piazza di Preonzo

prons-pascquei

La panchina sotto il platano a nord è diventata inospitale, ma lui si piazza là come Ippocrate, provando a guarirsi.
È bello, il Climico: alto, moro, ossa lunghe e occhi profondi, passo breve da velocista. Nel momento in cui la gioventù gli portò in dote una pena d’amore, riprese fiducia stando ore in piazza, sotto il platano settentrionale, a scrutare tutte le corse del postale dal quale sarebbe scesa la Palmazia, il suo amore fuggito. Ne approfittava per studiare Platone e per leggere Dostoevskij; dalle profondità in cui lo sospingevano si sollevava da sé, soddisfatto.
La piazza si chiama Pascquéi, l’originale di tutte le piazze che il Climico ha attraversato nella vita. Quando arriva a Siena, nella circolare Piazza del Campo dove risuonano zoccoli, ne prende le misure e paragona. Stessa cosa per Tienanmen o Bastiglia o mille altre. Belle, sì, ma Pascquéi è meglio.
Già, perché Pascquéi l’ha rivoltata, da lei s’è fatto proteggere, l’ha piantonata in attese, ci si è sdraiato nel tepore delle estati, ha contato le foglie dei platani e sotto di loro ha baciato e preso due di picche, ha scartato compagni col pallone ai piedi, ha bevuto alla fontana, ha aspettato il Venturini e il Giro, l’ha circumnavigata sognando e cantando. Adesso gli sembra più piccola di un tempo, e così minuta gli scioglie il sangue nelle vene, mentre pensa ai funerali che l’hanno attraversata e all’ultimo viaggio di gente sua, molto sua.
L’erba verde, la neve, il ghiaccio, la polvere. In Pascquéi si susseguono stagioni e climi e i Platani ne parlano, gridando di dolore alle potature e vociando alla gioia quando le enormi foglie prorompono. Il Climico pensa che l’idea di sistemare la strada che gira attorno a Pascquéi sia bellissima: via l’asfalto e giù selciato, che non è comodo per giocarci a calcio o per appoggiarci i tacchi, ma è quello che serve per far circolare la linfa e dare fiato alle radici.
Il Climico è certo che, finito il lavoro, torneranno a sedersi sotto le fronde la zia Eni, il Pà, la Mam, la Gigi, la Doni, la Gisella, Au e Ava, el Coke, tutti i festanti da Prons e perfino lui bambino. Dal postale scenderà finalmente anche la Palmazia.

gene

Postilla
Preonzo si appresta a diventare borghese, ma la sistemazione della piazza sarà un fiore a primavera. Anche se alcuni sono pronti con la falce.
g.


5 risposte a “La piazza di Preonzo”

  1. Ciao Giorgio,
    Si potrebbero aggiungere molte parole, molti pensieri, molti
    ricordi, molti aneddoti che esprimerebbero solo amore per questa piazza, cuore di una comunità semplice ed orgogliosa di esserlo e di ricordarlo.

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