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Cinque centesimi di terra – Quinto atto

Primo attocinque-cent
Secondo atto
Terzo atto
Quarto atto

– Vedi, – riprese il nonno – non è che fossimo anticlericali per puro principio. È che da noi si erano approfittati di miseria e ignoranza per farci paura e fregarci serenità e roba. Che la roba era poi quella che era, pascolata da vacche magre tanto al piano quanto agli alpi. Non sono come quelle che vedi adesso alla tele, rotonde e perfino di colore viola, che sanno giocare a calcio o addirittura parlano. Le nostre muggivano di fame nelle stalle buie, antri di merda e olezzo che se ci fosse stato il Besomi avrebbe chiuso tutto e noi saremmo potuti partire subito per Ellis Island, a schivare la certezza di morire qua in cambio di un periglio perenne e sconosciuto. In mezzo a questo vivere, ci si metteva il prete, che leggeva e scriveva lettere a chi non ce la faceva e redigeva testamenti in nome di Dio. E non solo uno eh, ma tutti i preti passati di qua. Una lunga sequela di offerte con l’anima tra i denti e nessuno che si rivoltava per il terrore della maledizione di un Cielo cattivo. Quando il Nerio perse la poca pazienza che aveva, erano già tempi migliori, anche se di poco.
– E el prevét da adés l’è amò iscì?
– Non lo so, se potesse farebbe come gli altri. Solo che ora c’è la scuola per imparare come si possa stare al mondo senza piegare la testa. La chiesa è mezza vuota anche alle messe grandi, lo so perché la Matilde si lagna ogni tre per due. Ma quelli lì non cambiano mai, sono abituati da sempre all’avidità e al potere. Oggi è peggiore il raggruppamento terreni, che per mettere assieme appezzamenti il sindaco e soci hanno fatto calcoli sulle zone di pascolo e quelle da costruzione e qualcuno è diventato ricco e qualcuno è tornato povero. Adesso però non conta. Il giro al vento lo diede il Sasso della Cadrighi e di questo ci occupiamo. Potevano essere le tre di notte quando partì con la lenta potenza di locomotiva, come metaforicamente ti spiegavo…
– Metafonicamente?
– Metaforicamente. È una cosa poetica, perché la vita senza poesia è niente. Quel sasso era la poesia che stava per abbattersi sull’ingiustizia. I calcoli del Nerio non si confutavano più: il Campo Verde stava sulla traiettoria e il sasso non avrebbe fatto danni ad altre cose o persone. Diluviava e tutti erano tappati in casa, assediati dal timor di Dio. Fu come mandar giù un carico di legna dal filo a sbalzo, solo più grande e rumoroso. Il Nerio aveva le mascelle serrate dalla tensione, credo che improvvisamente temesse di aver sbagliato la balistica e che il sasso finisse sulla casa di qualche disgraziato. Noialtri tre stringevamo pugni di gloria nell’immaginare l’ira del prete. Il Sasso della Cadrighi planava di un volo interminabile e bellissimo. Parve sfondare le porte della storia e del tempo.
(continua)

gene

Postilla
Atei e sacrileghi!
g


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