tuttologia in direzione contraria

Una marcia in più

Mi è sempre parso di avere una marcia in più, solo che l’ho mai trovata e se anche apparisse non credo di saperla inserire. Però la sento, cazzo, col suo pomello a premere nel cervello. Ma dov’è? Come fare.marce
Ho abbordato curve in terza e rettilinei in seconda. A giri bassissimi come un cuore addormentato o altissimi, nell’anticamera della fusione. Lanciato a mille all’ora, non sentivo nemmeno le mie parole di disapprovazione a causa del frastuono. E la marcia in più poteva al massimo essere una quarta.
Ci fu un momento in cui pensai che la retromarcia fosse la soluzione segreta, una velocità a ritroso che mi permettesse di nascondermi mentre il mondo allenatissimo avanzava. Andò malissimo, mi tamponarono fino all’inculamento massimo. Grattai una prima disperata e poi una seconda ululante, seguite da una terza e una quarta a raccogliere aria per lenire le ferite. Ma al momento di allungare veramente, la marcia in più non c’era. O meglio, c’era di certo ma non la trovavo.
Me lo dicevano tutti: Hai una marcia in più. Ma non trovandola, ho concluso tutti i gran premi inglobato nel gruppone dei mediocri. Davanti, campioni di giornata con la leva del cambio funzionante; dietro, disgraziati come me, dotati solo di idee irrealizzabili e di marce corte.
Stamattina mi sono alzato presto con la soluzione in mano. Sono saltato in macchina, mi sono aggrappato al volante come Fangio e ho messo in folle a motore acceso, dando gas ogni tanto.
Sono ancora qui, fermo, a osservare il mondo che viaggia senza sapere per dove. Se finisce la benzina non cambia nulla, solo meno fracasso.

gene

Postilla
Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.
Pino Cacucci


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