tuttologia in direzione contraria

Giorno di pesca

Era da poco passata l’una, quando il pomeriggio parte in tromba sulle ali dell’estate. Al Bar Piazza, Janos e il Gus discutevano della tempesta in arrivo: il loro capo sarebbe stato licenziato e la cosa si era saputa solo in mattinata senza che nessuno ci credesse, nemmeno il capo stesso. A Janos squillò il telefono.
– Passa in direzione – gli disse la voce della segretaria del giornale.
– Subito?
– Subito.
Janos guardò il Gus e seppe che era finita anche per lui, che fino a trenta secondi fa immaginava un’apertura coi fiocchi. Lavoravano alla redazione sportiva.
Ci mise un minuto per riprendersi dal freddo che gli saliva alla schiena.
Attraversò la piazza, percorse il viale, arrivò al palazzo del giornale, aprì la porta, salì le scale.
– Di là – gli indicò la segretaria, come se non sapesse che lui sapeva.
Dentro l’ufficio, l’editore del giornale alla scrivania e in una sedia davanti il direttore. Un’altra sedia vuota per Janos.
L’editore, che chiameremo la Iena, gli comunicò il licenziamento. Il direttore, detto il Lombrico, non alzò nemmeno la testa. Janos chiese spiegazioni e le ebbe dalla Iena: non ci piace come scrivi. Non me l’avete mai detto prima però, obiettò. La Iena lo squadrò: e poi guarda come sei vestito.
Janos aveva i jeans e una camicia azzurra, lo stesso stile da circa sei anni. La Iena, un maglioncino di cashmere color salmone, gli occhialini rotondi, i capelli brizzolati all’indietro e la bocca come una tagliola.
– E tu non dici niente? – chiese Janos al Lombrico, che arrossì dicendosi d’accordo con il padrone, con una vocina che rotolava dalla sedia.
– Va bene – disse Janos alzandosi. Gli veniva da piangere dalla rabbia, ma non aggiunse altro.
Poi la vita andò avanti e Janos fece altre cose gratificanti e non gli andò poi così male. Ma il dolore rimase da qualche parte sconosciuta.
Altri, oltre al caporedattore, subirono negli anni la stessa sorte, imposta con cinismo dalla Iena e sottoscritta strisciando dal Lombrico.
Oggi, sono passati sedici anni da allora, Janos se ne sta lì a scorrere notizie online. È un giorno di settembre luminoso e caldo, pensa alla sua laurea letteraria e si sente bene, come uno appostato sulla sponda del fiume a impigrire. E da lì passa fluttuando il Lombrico, gettato in acqua dal figlio della Iena.
Janos alza le spalle, butta la lenza e pesca una bella trota.

gene

Postilla
Se vi è una magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua.
Loren Eiseley


Una replica a “Giorno di pesca”

  1. Mi ha fatto pensare all’ipocrisia, talmente, a volte, intrinseca nell’essere umano che un individuo può subire un torto nella più completa indifferenza di altri suoi simili, che per bassezza o meschino servilismo, voltano la faccia dall ‘altra parte.

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