Preda

Non ci sarò più, è vero, ma non ci sarai più nemmeno tu, Uomo, è solo questione di tempo. Questa pallottola vicino al cuore che mi paralizza a terra è la scheggia che chiuderà la mia epopea e tu l’hai esplosa con solerzia cieca, perfino trionfante, ma un’altra pallottola attende anche te. O forse sarà solo una banale malattia, oppure un incidente, o la vendetta di un altro, epidemia o catastrofe, ma anche tu finirai. La vedi la tua scadenza? Ti sto guardando, Uomo, hai il coraggio di specchiarti nei miei occhi? Oppure sei solo stupidamente fiero per la salvezza del tuo gregge? Nessuno è salvo. Io sto morendo, tu morirai, il gregge non avrà più pascoli e moriranno anche pecore e agnelli. Guardati in giro: vicino a noi ci sono strade e palazzi, sequele di case, fumi e vapori, alberi tagliati, malanni, violenze, sopraffazioni, veleni e parole terribili.lupo-2
Sono l’ultimo dei miei, ti abbiamo sempre evitato e scrutato da lontano, non ti abbiamo mai attaccato e siamo fuggiti nei radi sentieri ancora liberi, nelle poche foreste ancora inviolate, sulle cime innevate e ventose di queste Alpi violentate da te e da quelli come te. Siete milioni, noi poche centinaia. Avete divorato territorio, confinandoci e continuando a infamarci con fiabe e leggende, con cronache menzognere, con istigazioni all’abbattimento, con leggi inique. A uno a uno siamo caduti sotto i tuoi fucili, fino a me, che solo vagavo, ormai senza futuro e senza stirpe. Un destino che è la tua stessa condanna, perché tu, Uomo, ti uccidi da solo. Sei uno spaventapasseri immobile a difesa di un campo avvelenato da te. Ora muoio… il mio pelo arruffato da questo vento velenoso… Ti aspetterò all’inferno.

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Postilla
La fame fa uscire il lupo dal bosco.
Giovanni Verga

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