nessun numero ma un ambiguo nome
di ciliegia troppo matura per vivere ancora
un’ombra di passo dice dolente Fabrizio
e ora alla parte che manca si dedica cosa?
orfanità senza scelta tra terra e cielo
e fremente attesa dell’umana stirpe
ma umana dove e quando e perché?
piccole gemme sull’albero seccano al gelo
batuffoli spersi tra sassi d’Abruzzo
dei cuori battenti al ritmo di sparo
a fontamara mai estinta in ferocia
cadranno al suolo e di fame e di sete
calpestati senza più essere fiori e speranza
nemmeno amarene in pace con sole e pioggia
umani al sicuro fino alla prossima svolta
diminuendo fino all’infinitesimo niente
gene
Postilla
Ogni scusa viene buona per dichiararsi perdenti
Vinicio Capossela


Una replica a “in morte di Amarena”
Triste realtà, in ogni caso da prenderne atto.
Il discorso è sempre quello.
L’essere umano è il peggiore tra le bestie.
Detto questo, di cosa vogliamo parlare?
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