
Come stai nelle tue scarpe nuove, tu
che dai l’aria d’eleganza e nei capelli
solo pochi filamenti chiari sulla nuca
dolcemente amata nelle chiare sere
Come ti trovi, e tu che scalci in area
con colpi di fanciullezza liberata
dai temi vuoti e dai proclami vani
e non t’ammorbi di parole serie
E tu, che stai in disparte nelle notti
che il sacco a pelo ti conduce a sogni
scalzi sull’arroventare della sabbia
di un giugno strepitoso di battigia
E noi, che ci scrutiamo in vetrine
di ialina cura e puliti cartellini
discettando di colori e le fogge
create da botteghe sterili e remote
Cosa vi regalerete tra le macerie
e il dolo a propendere da artigli
come piedi di cinghiali in fuga
con la disperazione da battuta
Come stai nelle tue scarpe nuove
e lo spavento di lasciarle andare
in una deriva così diversa dalla tua
nella gloria infamante della morte
Non rispondo, apologeta del nulla,
resteremo aggrappati allo sperone
con le dita delle mani e dei piedi
senza le scarpe, come nascituri
gene
Primo dicembre

2 risposte a “Senza scarpe”
Straordinario, serio
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Ma chi sei someone?
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