Voglio qualcosa che non so

Per il mio compleanno voglio qualcosa, me lo merito perché è la sessantaquattresima volta che chiedo qualcosa e mi regalano qualcos’altro, che è meglio di nessuna cosa a volte, ma altre volte sono imbarazzato. Però non è mai quel qualcosa che desidero. L’anno prossimo potrei chiedere l’avièss, ma me la impacchetteranno anche se non la vorrei, quindi non vale e poi forse porta anche rogna e quindi non c’entra e ci penserò tra un anno, o prima, previa burocrazia infernale. Oggi voglio qualcosa, un qualcosa. Qualcosa che dia un senso ignoto a ‘sto giorno di compleanno che cominciava a stufarmi già da un paio di anni, tra pipe e catenelle, che rompo o perdo e l’anno dopo sono daccapo. Qualcosa che resista più di un paio di scarpe o della vita. Ma non qualcosa che ho già, tipo l’amore, una figlia, un albero o un’idea, o qualcosa di materiale, cibo o bevande. Qualcosa di solido ma che non si può trattenere, che vaga in libertà per i prati, ma non un cane o un asino, e neanche un tosaerba digitale o un innaffiatoio a impulsi. Qualcosa più tipo un’aria di maggio o l’aquerugiola di settembre, o il brivido di un gol insperato. Ma per me, solo per me, non per tutta la vallata o per ogni cielo, o che me lo stropiccino altri fanatici. Qualcosa tipo qualcosa che non so, ecco. Aspetto almeno fino alle undici di stasera. E ringrazio anche per niente.

gene

Lascia un commento