Povero gioco

Il gioco. Ma sì, inventiamone una al giorno per avviluppare nelle norme ciò che era nato nella semplicità, sviluppato nella correttezza e nel rispetto reciproco. Ma sì, ormai, diamo tutto alle scrivanie e alle moltitudini di esperti da camera. Credo, sono convinto, che al tempo dei fogli su cui scrivere ci si conteneva, data la fatica della stesura a mano delle proprie idee, ed era meglio pensarci bene prima di mettersi al calamaio; oggi che con un semplice bondì si fa tutto in digitale, senza neanche mettersi a schiacciare tasti sul computer, che tanto ci pensa l’intelligenza artificiale (artificiosa?), si ufficializzano norme sovrapposte e contrarie. Neanche la bibbia è così estesa, perché a un certo punto finisce anche lei di indicare in modo arbitrario agli umani come debbano vivere. I regolamenti invece vanno avanti oltre i bastioni di Orione, inseguendo l’espansione dell’universo. Dimenticando, nelle dimensioni ormai sfuggite di mano, l’origine del mondo e la sua evoluzione: l’educazione e la ragione.
Povero gioco, così vicino agli incompetenti e così lontano dal suo spirito. Anche lo sport è un gioco, ma vallo a spiegare ai teoretici dell’ordine e del risultato. Se ti lamenti perché ti sei sbucciato sei un perdente, se esulti sei un insensibile. Quindi, giù regole nuove, per non piangere e non ridere. Se protesti per un rigore negato è la stessa cosa di quando protesti perché non hai un lavoro. Se fai il simulante sei trattato alla stessa stregua di chi finge una invalidità. Se denunci una combine è come denunciare un capocosca. Naturalmente tutti questi infingimenti sono definiti o furbizia o ladroneggio, scambiando gli epiteti a seconda del bisogno. E giù a ingigantire le parole, dal bar in tre ai social in tre miliardi.
Hanno tutti ragione, titolava Sorrentino. Ma era per dire che hanno tutti torto, che abbiamo tutti torto. È per eliminare i torti che nascono i regolamenti. Estesi da chi ha torto pure lui. In una situazione del genere, ci sarebbe una sola cosa da fare e la diceva anche Gaber: non insegnate ai bambini. Aggiungo: lasciamoli soli a giocare e noi saliamo sull’astronave dei regolamenti in viaggio eterno verso la fine dell’universo e oltre.

gene

Una risposta a “Povero gioco”

  1. Avatar dependabletriumph733af307f0
    dependabletriumph733af307f0

    Non insegnate ai bambini la nostra morale, è così stanca e malata, potrebbe far male….G.Gaber come G.G. Un abbraccio. Lo Stelio

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