Pare bello conoscere ogni sasso e ogni curva del sentiero. Ma con lo stereo attaccato in cima allo zaino, e Cash baritonale sul rigare dritto, non facciamo caso alle cose note e sempre uguali. In più, mi chiedo se sia giunto il momento per non tornare più, e dopo un paio d’ore a rimuginare tra i castagni ne parlo al Dani.
– A Gariss par sempre? –
– No, intendo andare via dalle solite situazioni, quelle dalla nascita fino a qui, la casa, i Noni, el fotbal, i femen. Il lunedì che va fino al venerdì, il sabato e la domenica a immaginare qualcosa oltre il bar e la partita. –
– E i soci? –
– I soci sono soci per sempre, anche se fossimo lontani. Va bene la gioventù, ma sfinirla dentro la fermezza dei riti non è invecchiare? –
– A capissi mighi – la chiude il Dani mentre Cash è già passato due o tre volte dal blues della prigione. E quindi lascio perdere.
Quando i prati e i biezz ancora non si scorgono, so già che lassù non dormiremo per tre giorni, presi dalle birre, dal fuoco, dalla scatola magica delle cibarie. Spaccheremo le notti trascrivendo le canzoni dallo stereo per cantarle come all’Hallenstadion. Disturbando l’alpe. Lo so che il Cicio si inventerà una processione sacrilega solo per il gusto di scampagnare alcolici tra i rododendri. E se ci sarà neve, giù per la riva coi sacchi dei rifiuti a fare slitta, a deridere il Denco che si spancerà come una foca monaca.
So che ci sarà tempo per scrivere cose sul quaderno della capanna, senza un minimo d’attenzione e pensando che nessuno si offenderà. E invece la gente si offende, non sa ridere di sé.
Neanche a me viene una gran voglia di ridere. Già mi prende la malinconia per quest’ultima volta da selvatici, al pensiero che andare via è uno spezzare cuori.
Il mio batte a singhiozzo sull’ultima erta. Non piango solo perché non mi lascerebbero in pace e verrei meno alla mia solida ignoranza emotiva.
Gariss. In capanna accendiamo il fuoco, vado al riale a prendere acqua e quando torno si può già mangiare e bere.
– Per sempre giovani, anche se l’ignoto mi attende sulla strada sconosciuta che prenderò, quella della maturità. –
– Piaca! Beu! – mi dice il Dani allungandomi una lattina, mentre i fantasmi già galoppano nel cielo.
gene




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