O contato su al Nono

Il Nono cammina male e non ha potuto venire su con noi e allora glielo dico io com’è andata. Anche se non ho gnanche cinque anni non sono piccolo e ho camminato tutto daparmì. Ma tanto. Era anche molto in piedi la montagna. Il Nono lo sa mi dice. Il Pa’ è uno scannato dell’Ipée e con noi c’erano anche i ragazzi grandi del fotbal che li allena lui e io li guardo sempre al sabato. In salita corrono e il Pa’ gli grida di fermarsi almeno al Gaisg ad aspettare che arriviamo tutti. La Mama che è più quete mi tiene per mano dove i bocioni sono alti. Il tempo era nuvole e a ciapom l’acqua dicono tutti. Dopo quel ponte con sotto la cascata. Ah sì Rapian. Il sentiero ci correvo sopra anch’io perché è piano e non ci sono gnanche i bresci e la Mama mi lascia. Ma ci fermiamo sotto a uno sprugo che piove. Il Pa’ dice che smette subito e io al Pa’ ci credo. Non dice bugie e sa tutto. Gli altri ragazzi vogliono andare. Si annoiano a far niente sotto lo sprugo e allora vanno dabon. Aspettiamo su dice l’Alex che sembra il loro capo ma secondo me non è il capo e il Gabi gli dice di fare cito.
Il Nono mi domanda se poi sono andato su daparmì anche dall’Orel che è quella salita che è l’ultima da tenere duro fino a Gariss. Ma sì adesso è cessato di piovere e un po’ si sbrasigava e la Mama allora mi teneva. Ma andavo daparmì che non ero gnanche stracco tanto mi pare. Però il Pa’ camminava vicino. Certe volte non si fida.
Siamo arrivati su alla fine. Adesso ho spiegato al Nono com’è l’alpe che lui non ci va su dal ’48 che prima c’era la guera e dopo la casa e la Nona da darci una mano. Nono ci sono i laras e i fou prima di rivare, ma poi l’erba in mezzo alla cassina e al camarello che sono sotto i biezzi altissimi. Si vede il pizzo d’Erba me mi ha detto il Pa’. Le vacche sono andate su in Cusal ma poi tornano per farsi mungere non so quando. I porscei ci sono invece e fanno ridere. Mangiano su dalla preseu e poi fanno le pirolette nella palta. Anche io ho fatto una piroletta ma non volevo e sono caduto e mi sono impaltato e la Mama mi ha sbiottato per mettere le braghette e la maglietta a sugare vicino al fuoco e al fumo.
Mi pare che ho dormito nel cagnozzo con le foglie. Tornano i ragazzi che con il Pa’ sono andati su a Cusal per allenarsi. Il Pa’ mi ha detto che hanno anche lanciato sassi per la forza delle braccia e che non ci sono mica solo le gambe eh. I vestiti sono sugati e l’acqua del camarello è buona. Anche la polenta del Teo coi luganigh.
Hanno cantato. Anche la Mama. Delle canzoni con alcuni morti lontano da casa e io non ci ho creduto perché non conosco persone morte. Gnanche a casa. Forse solo la mia sorellina ma lei era malata. Però la Mama un po’ piangeva.
Mi sto un po’ stufando e dico al Nono che del tornare in giù mi ricordo gnente e che al Vaad mi sono bagnato i piedi e che il Gabi mi ha fatto un bastone di niscioro. E anche dell’Alex che ha scarpusciato e ci è rimasto male quando hanno ghignato tutti e il Pa’ si è inversato per il disordine.
E poi basta è tutto.
Il Nono mi fa fare un tiro dal toscano e a tussissi e mi scende l’acqua dagli occhi. È proprio contento e appena la Nona chiama andiamo a mangiare.

gene

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