Primo Maggio di resistenza

Mi sembrava giusta una foto così, da strepenati in fuga, in questo bel giorno quasi sempre tradito. Qua c’è un lavoro, nuovo, vero e fatto di idee e impegno.
Dentro questa storia sono rinchiusi i soliti antieroi che nemmeno sanno, ma stavolta non c’è tempo per scherzare o morire da stoici: è una notte finale, seria.
Cosa resta, cosa ci resta in fondo, quando perdiamo tutto, i soldi, il lavoro, la salute, la giovinezza, l’amicizia, la pace? O la morte… O la parola, il pensiero che assume forza nella resistenza collettiva, nella condivisione, nella compassione.
E allora, nella Città assediata i protagonisti concorrono a questa opposizione, cercano coraggio e senso, scelgono. E come in un palcoscenico teatrale si dichiarano. I loro stessi nomi ridisegnano i corpi e l’onomastica.
Può inquietare. Ho scritto con due stili: un narratore classico che in versi introduce la prosa verbale dei personaggi (sono 29). Ma si capisce.
La chiudo neh. Non pensavo. Non immaginavo di arrivare fino a qui. Sono riuscito a scrivere senza tradire ciò che sono io e ciò che dicono gli altri strepenati. Anzi, mi sono potuto estendere grazie alla comprensione di Esther e Massimo. Sono felice, senza esagerare.
Arcaneide non è solo ribellione o incoscienza: è desiderio, è speranza. Il mio desiderio, la mia speranza per tutti o per chi la vuole.

gene

Arcaneide sarà in tutte librerie a partire dal 1° giugno 2026.

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