Figlia e primavera

Oggi il vento porta in volo spore e voci sconosciute, insemina e avvolge il mondo senza frontiere o censura. Giunge il profumo della primavera, che è il tuo, figlia, sternuti e melodie. Le figlie cambieranno il mondo, e mi ricordo che tu, figlia, nei passi piccoli e con il fazzoletto a proteggere i capelli, cambiavi le visioni salendo in Salvete con un bastoncino di nocciolo, mentre i denti di leone erano sul confine tra giallo e soffione.
Cambiavi il mondo in motoretta, figlia, quando guidavamo tra le pietre lucenti delle terre vicino al mare delle Baleari; lo cambiavi nello sguardo del binocolo verso l’orizzonte di albe e tramonti.
Il vento di primavera sei tu, me lo ripetono le foglie di quel verde giovane che non si possono arrestare quando salgono a vestire gli alberi d’altura ancora brulli ma pazienti.
Lo cambi il mondo, quando attraversi nuove terre e mi porti con te. E io, nel mio piccolo, te ne riporto un dettaglio, una minuzia, quanto torno dalle scritture o dai passi.
Lo cambierai ingigantendolo con le primavere assommate che ancora avremo, e se le mie svaniranno in un futuro ineluttabile, le tue correranno ancora vaporose oltre gli oceani e le cordigliere.
Il profumo della primavera, il tuo, accarezza l’Europa mentre veleggia verso sud. I cuori fioriscono, i pensieri si colorano e danno una mano lucente a tutto ciò che si accascia e poi risorge. È un’eternità, come l’amore.

gene

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