Dove si narra del fuoco, delle ginocchia e di un inganno circense.
Giorno 1
Alle quattro delmattino per questioni sceniche, la cerimonia di apertura si è svolta senza problemi. Solo un po’ d’ansia nel momento in cui il Liberio ha presentato il Gioco del Fuoco, Quando cioè la povera capra bendata e col pallone legato sulla groppa ha dovuto saltare oltre un braciere dove ardeva, secondo lo scenografo, la fiamma della fratellanza. Si era fissato su quel tema, dopo anni duri di epidemia e guerra. Che peraltro lui aveva trascorso come se niente fosse, immaginando cose nuove e fumando cannoni di pace.
C’è poi stato il discorso del Sindaco, che ha toccato argomenti anche importanti quali la necessità dell’inclusione di chi viene da fuori, interrotto da un proditorio “tienili a casa tua”, lanciato da qualcuno in fondo alla piazza e che ha chiuso il tema in modo un po’ brusco.
E allora, dopo un doveroso parapiglia sui massimi sistemi, al sorgere del sole si è giocata la prima partita. Campì – Risere. Su un campetto a forma di romboide con un sentiero in mezzo. Gli spettatori, scettici e non molto neutrali, hanno visto le ormai miracolose ginocchia nude del Vezio colpire per caso il pallone e segnare il primo gol per i Campì. La sua mamma si è commossa, non lo vedeva mezzo nudo da quando a tre anni gli fece il bagnetto per l’ultima volta. La donna si è perfino messa a cantare una canzoncina che parla di un emigrante che quando torna non trova più nemmeno la casa, altro che inni a caso.
La partita ha rischiato di tradire le attese agonistiche a causa dell’esagerato fairplay della prima ora, che ha cloroformizzato l’agire dei signorotti della Risere, tutti residenti nel solo palazzo della zona e che quindi pensano di non dover infierire. Quelli dei Campì, che è una delle banlieu più disagiate, sono rimasti spiazzati dalla correttezza avversaria. Poi è arrivato il gol del Vezio e, finalmente liberati, ne sono seguiti altri cinque. Mentre transitavano sul sentiero tra una porta e l’altra una decina di pecore del Gruosso, lo scaltro De Uono camuffato come Ulisse ha messo dentro il gol della bandiera, causando anche qualche interrogativo inutile, tanto non c’è l’arbitro, come già detto.
Infine c’è stata la festa in piazza dove quasi tutti, verso mezzanotte, si sono sentiti qualcun altro a causa del bere, che durante la partita non si può ed è stato piuttosto seccante. Questo dettaglio sarà da rivedere nei prossimi giorni, per placare gli animi.
Intervista
“Ormai è grande e con quelle gambe può fare ciò che vuole.” (Mamma del Vezio)
Risultati
Oggi
Gruppo A: Campì – Risere 6-1
Domani
Catmon – Vign (forse)




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