Dove si racconta dell’amore scappato e nascosto e dei capogiri del portiere
Giorno 9
Giornata interlocutoria e condizionata dai sentimenti, incanalati malissimo dal Fickli. Che a dispetto del nome vagamente tendenzioso e che lui non si è scelto, ma gli è stato dato per genealogia, è innamorato di un altro giovanotto che è partito per la Siberia.
“Vado da uno sciamano”, ha detto il giovanotto.
E il Fickli si è trovato senza risposte, e senza sciamani a portata di mano. Poi è sceso in campo con la maglia dei Campì e per dispetto, o disperazione, ha tentato un autogol sullo 0-0, ma non gli è riuscito nemmeno quello. Ovviamente, nessuno sa dei palpiti del suo cuore, altrimenti lo legano a un platano della piazza per sette anni.
Ma che qualcosa fosse rotto nella giovane testa del Fickli l’ha capito il suo allenatore, il pragmatico Sertao, e l’ha tolto dal campo.
E senza autolesionismo, il Campì batteva lo squinternato Borgno di un Ottoni talmente fuori forma da sdraiarsi dietro alla porta per un capogiro interminabile, lasciando passare quattro tiri senza neanche vederli. Non poteva essere sostituito perché, come nel primo Novecento, la regola è che si può sostituire un giocatore solo se muore.
Tutti, alla fine, si sono diretti in piazza per sindacare su qualcosa a caso e poi bere fino a notte fonda magnificando il machismo d’accatto, che ormai è la sola consolazione in assenza del porno. Mentre il Fickli, ramingo e solo, era già in viaggio per la Siberia, senza un soldo ma guidato dal folle amore che supera le montagne e le steppe.
In fondo, è una bella storia.
Intervista
“Certe abitudini malsane non devono entrare nello spogliatoio. Non è un gioco per signorine.” (Sertao)
Ieri
Borgno – Campì 0-4
Oggi
Zenturu – Vign




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