tuttologia in direzione contraria

Autofiction

Preonzo Nord – Preonzo Sud (1985)

Antefatto, l’ultimo.
Verso il 26esimo mi arriva una palla comoda e anche l’idea di cosa farne. Incrocio il destro, inciampo nella palla e cado, a due all’ora. Chiedo il cambio, esco e annuncio che non giocherò più. Andrà meglio la prossima, mi dice il Gianni. Non c’è una prossima, è per sempre. Non ci crede nessuno.

Dunque: 1976 – 2022. Riassunto, o bilancio.

Dolori (elenco ridotto).
Naso rotto due volte, frattura del polso destro, rottura del menisco destro, frattura del piatto tibiale e del legamento collaterale, ernia inguinale, rottura di una vena della tibia destra, strappo del polpaccio, strappo del legamento della spalla destra, rottura dei legamenti della caviglia destra con frantumazione della cartilagine. Poi le bagatelle: escoriazioni, tagli, distruzione unghie degli alluci, ematomi, graffi, infiammazioni, febbri varie, punture, scosse. Immobilità differenziate di durata variabile, da un giorno a dodici mesi. Ho giocato anche in INSAI ora SUVA.

Sanzioni disciplinari.
Richiami paterni dirigenziali arbitrali, ammonizioni, espulsioni per: intemperanze insulti falli da tergo bestemmie nervoso proteste minacce inverecondie ribellioni, estromissione dalla squadra, fuori dal club, licenziamenti, vendette, lancio di oggetti come scarpe e maglietta.

Delusioni.
Retrocessioni, promozioni mancate, gol sbagliati, passaggi di merda, errori in difesa centrocampo attacco, antipatia, irriconoscenza, ingratitudine, abbandoni, inimicizia, palloni vecchi, maglie stinte, colori sbagliati, disaffezione, rabbia, pianti.

Gioie.
Un gol al Pollegio, uno al Gambarogno con gli allievi, qualificazione agli Elite con un due a uno sotto la neve e sedici ammonizioni e quattro espulsioni tra i nostri e i loro, le lacrime del compagno Genini dopo la vittoria a Cadenazzo e titolo di campioni ticinesi allievi A, una rete su punizione al Comano e premio un fiasco di vino, allenare i bambini.

Litigi.
Con tutti, spesso o quasi sempre.

Però.
Impegno, dedizione, tecnica, grinta, spirito di squadra, amicizia, responsabilità, studio, visioni, esempio (da non credere).

Conclusione.
Sono scemo. Ma fiero. Non ho mai preso un soldo, non l’ho mai voluto anche quando me l’avrebbero dato. Ho giocato oltre le mie stesse possibilità e ho smesso quando ho voluto io, senza che nessuno mi prendesse sul serio.
Mi aspetto un monumento. O una lapide.

gene

Mi spezzo, ma non mi piego.


3 risposte a “Autofiction”

  1. Mi ricordo bene quella sera e non avrei pensato che quello che hai detto uscendo dal campo fosse veramente accaduto.
    Dei tuoi infortuni ci sono stati molti calciatori indipendentemente dalle categorie ad aver avuto gli stessi problemi ormai da dilettanti come eravamo. Ma di una cosa sono sicuro di tutti quelli con cui ho giocato insieme e sono veramente tanti e tanti solo pochi mi sono rimasti nella mente e tu eri uno di quelli perché non era solo la partita il goal o la birra finale ma il tuo carattere sempre schietto e determinato che non sempre condividevo ma che ho sempre apprezzato. Ciao Gene e contento di aver giocato qualche anno con te.

    Gianni

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  2. Ciao Giorgio, io opterei per un monumento in quanto hai movimentato la scena calcistica di Preonzo e poi sei il Giorgio ossia sei e sei sempre stato te stesso, unico, spontaneo, sincero ed hai sempre seguito il tuo istinto. Insomma il tuo intuito ha prevalso su tutti i calcoli e ragionamenti razionali. O ti si ama o ti si odia. Un abbraccio. Lo Stelio

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